Hai già pensato al fotovoltaico con accumulo (storage)? Ecco per te un articolo che vuole essere una breve introduzione all’argomento.
Il settore del fotovoltaico, e dell’autonomia energetica in genere, non può essere completo se non si parla di accumulo e il cerchio non si chiude se alla fine non si utilizzano dei sistemi per immagazzinare l’energia che è prodotta in più durante il giorno.
Ma soprattutto, il paradigma dell’autonomia energetica non è compiuto se non esiste un modo per utilizzare efficacemente l’energia solare durante i momenti in cui un impianto fotovoltaico non può aiutarci (principalmente durante la notte).Insomma, se il tuo impianto fotovoltaico non avrà, prima o poi, un sistema di accumulo non potrai considerarti energeticamente autonomo!Quali sono le 4 principali caratteristiche da prendere in considerazione, e che devi assolutamente sapere, se stai valutando l’installazione di un impianto fotovoltaico con accumulo (storage)?Quali gli argomenti, basilari, che devi conoscere se non vuoi che ti freghino male male!?Sarò breve e conciso, ti svelerò subito (magari già li sai) quali sono i concetti fondamentali per valutare (almeno inizialmente) un fotovoltaico con accumulo.Capacità di generazione fotovoltaica e capacità di accumulo.
Per questo primo punto, prendo spunto da una telefonata avvenuta con una persona che, un po’ di tempo addietro, mi chiese un preventivo per l’installazione di un impianto fotovoltaico con accumulo.
Come da abitudine, incominciai a porgli alcune domande in modo da capire le sue reali necessità energetiche.
Consumi annui?
Consumi notturni nel periodo invernale?
Fabbisogno medio della potenza di picco durante le ore notturne?
… e altre domande, per capire, quanto meno, le esigenze iniziali.
Cosicché l’interlocutore si spazientii e, cercando di tagliare corto, mi comunicò che già possedeva un preventivo e che cercava semplicemente una miglior offerta economica!
A tal punto chiesi di parlarmi del preventivo che già aveva in mano per capire quanto meno su cosa muovermi.
Ricordo ancora oggi la sua laconica risposta:
“è un accumulo da 3 kW e non pagherò più niente di bolletta”
... stop, stop, stop …
Cosa intendeva con accumulo da 3 kW?
A quanto ammontava la potenza dell’impianto fotovoltaico?
A quanto invece la capacità delle batterie?
Quando si parla di fotovoltaico con sistema di accumulo è necessario e fondamentale distinguere la capacità di generazione da quella di accumulo, e conoscere la differenza sostanziale tra kWp e kWh.
Se infatti, quando si parla di generazione fotovoltaica abbiamo a che fare con una potenza (kWp), nel caso di accumulo invece si parla di una energia (kWh).
Non avere ben chiaro questo concetto, pone il cliente in una situazione di ignoranza molto rischiosa.
Capirai bene che le caratteristiche di un impianto fotovoltaico da 3 kWp e sistema di accumulo da 10 kWh differiscono di parecchio da uno con potenza di picco pari a 10 kWp e sistema di accumulo da 3 kWh!
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Capacità nominale di accumulo e livello di scarica (capacità di utilizzo).
Se stai pensando ad un sistema di accumulo, è perché hai necessità di accumulare dell’energia.
Hai quindi l’idea di riutilizzare l’energia prodotta a basso costo (tipicamente da un impianto fotovoltaico durante le ore diurne) in momenti in cui l’energia prelevata dalla rete elettrica ti costerebbe di più.
Per farla breve ti serve una riserva di energia … di kWh appunto.
Se nella valutazione di un impianto fotovoltaico si parte dai kWp, cioè la somma dei Wp di ogni singolo pannello fotovoltaico, quando si valuta l’acquisto di un sistema di accumulo tutto si basa sui kWh.
Su quanti kWh potrai riutilizzare, quanta energia potrai “spillare” dal tuo pacco batterie nei momenti di magra.
… e qui è necessario chiarire un aspetto fondamentale, bisogna che tu sappia che un pacco di batterie ad esempio di 3 kWh non ti garantirà un utilizzo di 3 kWh!
Come sarebbe a dire?
Si hai letto bene, se tu dovessi acquistare un pacco di batterie con capacità nominale pari, ad esempio, a 3 kWh non potrai utilizzarli tutti!
La capacità nominale del pacco batteria ci dice quanta energia è accumulabile al suo interno.
L’energia accumulabile NON è quella utilizzabile!
L’energia utilizzabile dipende dalla profondità di scarica garantita (senza pregiudicare la vita attesa della batteria) dal sistema di accumulo e principalmente dalla tecnologia del pacco batterie.
Quindi se parliamo di un pacco batterie da 10 kWh con livello di scarica al 50%, vuol dire che avrai la possibilità di utilizzare solo 5 kWh!
Per tua informazione, le batterie al piombo (AGM e GEL in primis) sono “meno utilizzabili” delle batterie al litio, 10 kWh di piombo e 10 kWh di litio, tralasciando gli aspetti tecnici, non ti garantirebbero lo stesso accumulo!
Cicli di carica/scarica e vita utile.
Un’altra caratteristica base che devi conoscere quando si parla di un sistema di accumulo è sicuramente la vita utile o i cicli di carica/scarica che ti potrà garantire.
In poche parole, ti dovrai domandare:
“quanto durerà il sistema di accumulo?”
Adesso, purtroppo, non è semplice districarsi tra queste terminologie.
Infatti, alcuni produttori utilizzano come metro i cicli di carica/scarica, che sostanzialmente ti diranno quante volte potrai caricare e scaricare il tuo pacco batterie, e altri invece gli anni di vita.
E’ necessario leggere tra le righe ed interpretare le dichiarazioni fornite dai produttori, e vale sempre la regola che meno informazioni danno e più devi insospettirti.
Tipicamente se un produttore di batterie ci dichiara che la vita stimata è di 10 anni, ci dovrà dire a quali condizioni!
Secondo loro, in 10 anni, quanti cicli di carica/scarica prevedono?
Io sinceramente preferisco leggere in una scheda tecnica i cicli di carica/scarica piuttosto che gli anni di vita stimata.
Un sistema di accumulo è ovviamente da valutare in base a tanti altri aspetti e la scelta dovrebbe esser fatta da un professionista, ma quelli appena descritti sono i concetti base dal quale il cliente può partire e valutare consapevolmente le proposte che gli si pongono.
HV (alta tensione) o LV (bassa tensione)?.
Più è alta la tensione (sistemi HV) e più sarà bassa la corrente di carica/scarica e quindi minori saranno gli effetti (negativi) che ne derivano.
Inoltre, far lavorare un sistema di accumulo ad una tensione più simile a quella dell’inverter che lo gestisce porta ad ulteriori vantaggi in termini di efficienza.
La differenza di costo tra un sistema di accumulo ad alta tensione (HV) e uno a bassa tensione (LV) molte volte è considerevole, scegliere un sistema LV vuol dire in genere scegliere un sistema meno efficiente e meno duraturo.


